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L’importante non è la meta ma il viaggio
La meta è un’illusione che ci promette pace, veniamo educati a proiettarci costantemente verso il “dopo”, dimenticando che il “durante” è ciò che possediamo davvero. La meta può trasformarsi in ossessione, alimentando una sensazione di insufficienza fino al momento in cui non la si raggiunge. Può succedere di mancare un obiettivo, per fattori esterni o interni: un fallimento che rischia di farci sentire inferiori, indegni di nutrire ambizioni. Nonostante ciò, non è l’approdo a definire chi siamo o desideriamo diventare, bensì il viaggio. Le sfide affrontate, gli ostacoli che si parano sulla nostra strada e la determinazione necessaria a superarli ciò che conta realmente. Nell’istante in cui si tocca il traguardo, si avverte orgoglio e gratificazione, sentimenti spesso effimeri, ai quali non possiamo aggrapparci per tutta la vita. Il fine è statico, una linea immaginaria tracciata per avere uno scopo, e il percorso è una metamorfosi costante, capace di rendere il punto d’arrivo un semplice pretesto per il cambiamento. Non è nel raggiungimento che troviamo noi stessi, ma smarrendoci. Quando inizia il vero cammino, scopriamo di cosa siamo capaci e quanto siamo disposti a investire per ciò che riteniamo prezioso. Una volta raggiunta la meta, essa muore, diventando passato. Nel contempo, il viaggio resta dentro di noi come un’esperienza integrata. Avere uno scopo è fondamentale, ma è il suo perseguimento imperterrito a conferire valore. Conquistare un sogno senza fatica non offrirebbe alcuna soddisfazione, poiché la parte migliore di possedere ciò che si vuole risiede nel percorso compiuto per meritarlo. Migliorare per aspirare all’eccellenza, senza cedere all’incertezza del domani, significa comprendere un’importante verità: viaggiare non garantisce il successo, ma continuare a camminare testimonia che l’arrivo non è importante quanto la forza interiore che si costruisce e la volontà di tendere verso qualcosa che, forse, non sarà mai nostro. É il cammino ciò che forgerà la nostra identità, quando il traguardo svanirà.
Greta Ceraso

illustrazione di Alessandra Parigi

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