Il contenuto della circolare numero è riservato.

Parole fuggenti…
Solanda
Lo scrocchio delle ossa
che con le tue basi umili,
l’irripetibile canto che i tuoi orecchi intendono.
Giungi a uno specchio d’acqua,
ti chini a percepirne l’odore sporco,
ne sorgi un sorso
Le guance si tingono,
la testa rotola,
gli arti smossi.
Cerchi un braccio a cui pendere,
una curva su cui bagnare,
una veste d’attirare.
Osservi il circostante,
niuno vi è
lì per te.
Ti miri nella pozza,
odi un canto provenirvi
blu profondo.
Il desiderio più prepotente,
l’indiscrezione ti consuma
ci affondi.
Il colore attacca a cavarti gli occhi,
il fremito articolare posa,
un varco si para
da cui esce una dolce fanciulla,
che ti dice
tu lo scegliesti.
Tu scegliesti di non aver nessuno a cui aggrapparti,
la ferocia delle tue parole uccise più innocenti di quanti morti in guerra.
E pretendi ora di ricevere una mano in tuo soccorso,
ma tu li hai cacciati al tempo
tempo ormai lontano, che non riesci neanche a ricordare.
Ingenuamente pensasti di compiere il tuo bene,
e ora dimmi
è questo ciò che bramavi?
Scomparve in una nuvola di pioggia,
chiudi gli occhi,
a tua insaputa per l’ultima volta
no
Greta Ceraso
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