Oltre quel pantalone rosa

Di Yasmin Bellù

Oltre quel pantalone rosa

Andrea Spezzacatena è un ragazzo sensibile, studioso e molto legato alla sua famiglia, in particolare al fratellino Daniele. Ogni estate, si reca in vacanza in Calabria, lontano dalle difficoltà scolastiche. A scuola, trova invece conforto nell’amicizia con Sara, ma deve anche fare i conti con la crudeltà di Cristian, un ragazzo che ignora la volontà d’amicizia di Andrea e lo respinge con indifferenza, tanto che lo stesso Andrea non riesce a capire il motivo di tanto odio. 

Iniziato il liceo, il protagonista della storia spera che le cose cambino, ma così non è. All’improvviso, infatti, un paio di pantaloni accidentalmente tinti di rosa dalla madre diventa il pretesto per realizzare atti di vero e proprio bullismo da parte di alcuni suoi compagni e, in particolare, da Cristian. La violenza verbale e psicologica scatenata è talmente intensa che Andrea finisce anche su un sito web creato appositamente per umiliarlo pubblicamente. Ovviamente, tutta questa situazione non fa altro che accrescere giorno dopo giorno la sua sofferenza, tanto da non riuscire più a sopportare, alla fine, il peso del dolore e a soli 15 anni, Andrea decide di togliersi la vita. 

La sua tragica storia è raccontata nel film Il ragazzo dai pantaloni rosa, tratto dal libro Andrea oltre il pantalone rosa, scritto dalla madre, Teresa Manes. Il film è narrato dalla voce di Andrea, che ci parla dal “dopo”, come se fosse una testimonianza che nessuno ha ascoltato prima. L’attore Samuele Carrino interpreta Andrea con grande sensibilità, portandoci nel suo mondo di solitudine e speranza infranta. Cristian, interpretato invece da Andrea Arru, viene mostrato non solo come un bullo, ma come un ragazzo che nasconde una profonda tristezza. Sara, interpretata da Sara Ciocca, è l’amica che non lo abbandona mai. Il film non è solo una riflessione sul bullismo, ma anche un invito a riflettere sulla nostra indifferenza e mancanza di empatia. In un mondo dove l’apparenza conta più di tutto, la storia di Andrea ci insegna che dietro ogni gesto e sorriso c’è una storia da scoprire, una persona da vedere per quello che è, senza giudicare. La forza del film sta nell’umiltà dei suoi personaggi, fragili e umani, e nella realtà che ci costringe a guardare con occhi nuovi.

Yasmin Bellù

 

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