La leggenda del Lariosauro

di Alessandro Fontana

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illustrazione di Elsam Novati

La leggenda del Lariosauro

Nelle profonde acque del Lago di Como nasce una delle leggende più affascinanti del territorio, quella del Lariosauro, sempre più spesso soprannominato Larry e comunemente paragonato al celebre mostro di Loch Ness. Il mito del Lariosauro trae origine dal Lariosaurus balsami, un rettile acquatico veramente esistito, vissuto circa 240 milioni di anni fa e i cui fossili sono stati ritrovati nel 1830 proprio nelle vicinanze del nostro lago, più precisamente a Perledo. Secondo i resoconti dei presunti avvistamenti, il Lariosauro sarebbe un enorme rettile lacustre che assomiglia a un coccodrillo, lungo all’incirca dieci o dodici metri, con squame rossastre che gli ricoprono il corpo, zampe palmate e una lunga coda. È stato visto per la prima volta nel 1946, a Colico, da due cacciatori che dicono di averlo osservato mentre emergeva dalle acque, successivamente nel 1954 ad Argegno, nel 1957 tra Dongo e Musso per poi riapparire l’ultima volta nelle vicinanze di Lecco nel 2003. Dunque, un facile collegamento tra Lariosauro e Lariosaurus balsami ha probabilmente rinforzato l’idea che un “mostro” possa abitare le profondità delle fredde acque del lago. E nonostante l’esistenza di Larry non sia mai stata provata scientificamente, questa leggenda negli anni ha continuato a diffondersi, fino a ispirare addirittura Davide Van De Sfroos, noto cantautore e scrittore cresciuto a Mezzegra, che racconta il Lago di Como attraverso la sua musica, il quale gli ha dedicato una canzone significativamente intitolata El Mustru, il cui testo descrive il Lariosauro come un’anguilla, grosso come un battello che mangiava tutte le stelle, una biscia incatramata, con la bocca spalancata e occhi dell’altro mondo. Tra l’altro, oltre al Lago di Como, ci sono anche molti specchi d’acqua dolce profondi che possono vantare leggende simili, come, ad esempio, il Lago di Garda con il suo Bennie, creatura anch’essa paragonata al “superclassico” mostro di Loch Ness. Ma non solo, perché il Lariosauro, oggi, rappresenta una vera e propria tipica icona turistica del nostro lago, sottoforma di leggenda raccontata ai tanti turisti che vengono a visitarlo da ogni parte del mondo, che addirittura veicola un discreto indotto commerciale che va dalla stampa di sue ipotetiche immagini sulle magliette alla presenza, come souvenir, su tante bancarelle.

Alessandro Fontana

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