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Il rispetto della persona
Fin da piccoli, gli adulti accanto a noi si impegnano a insegnarci l’educazione.
Eppure credo che molte persone non l’abbiano ancora imparata. A dire il vero, penso che non gliel’abbiano proprio insegnata, perché il concetto stesso di educazione proviene dagli adulti che cercano di trasmettercela. Ogni giorno vedo persone con diversi concetti di educazione. Quello che per me può essere un gesto scontato, un semplice segno di rispetto, per altri può sembrare
addirittura “troppo”. Con questo non intendo dire che l’educazione sia solo il tenere aperta la porta a qualcuno o ringraziare il barista dopo aver ricevuto un caffè: sono gesti che tutti dovrebbero compiere. Per me, l’educazione va molto oltre, è un modo di vivere, un mondo in cui purtroppo troppe persone non riescono a entrare.
Molto spesso, navigando sui social, mi accorgo che è proprio lì che l’educazione fatica a esistere. Le persone si sentono autorizzate a commentare in modo negativo, a insultare, solo perché si trovano dietro a uno schermo. “Ma cosa vuoi che sia, non sa nemmeno chi sono. Come fa a rimanerci male?”: ecco, credo che questo sia ciò che molti pensano prima di premere “invia”. In fondo
sono convinti che quelle parole non possano ferire, ma non si rendono conto che sono proprio quei commenti che potrebbero far molto male a una persona, anche più di quanto immaginino. Non ho mai capito perché certa gente non riesca a tenersi certe opinioni per sé, perché non si limiti solo a pensarle. Soprattutto, non comprendo perché senta l’esigenza di far sapere al mondo intero un parere che non aggiunge nulla, se non dolore gratuito a chi lo riceve. E lo stesso discorso vale per la musica. Spesso mi capita di ascoltare canzoni che trasmettono rispetto e inclusione, ma anche molte altre che invece comunicano solo rabbia, insulti e mancanza di educazione. La musica è una parte fondamentale della nostra vita e proprio per questo penso che ciò che
ascoltiamo possa influenzare la nostra visione del mondo. Sono abbastanza certa che alcuni cantanti non vogliano trasmettere messaggi negativi con i loro testi e credo che loro stessi siano i primi a prenderla alla leggera, pensando che un semplice testo non possa influenzare nessuno. Ma la verità è che non potranno mai sapere quale effetto abbia la loro musica su chi l’ascolta.
Se i social e la musica hanno un grande impatto su di noi, lo stesso vale per la nostra vita quotidiana. Quante volte ci capita di sentire al telegiornale o da un amico vicende in cui emerge chiaramente la mancanza di educazione delle persone coinvolte? Molti pensano che nella vita di tutti i giorni la mancanza di rispetto si manifesti solo negli atti di bullismo, ma per me non è così. Non metto in dubbio che siano proprio questi casi a mostrare chi ha un concetto di rispetto e chi no, ma penso che la non educazione si incontri anche in momenti più “semplici” della nostra giornata. Infatti, per me, la mancanza di rispetto non si vede solo nei grandi gesti, ma anche in quelli che apparentemente possono sembrare quasi invisibili: quando qualcuno parla senza ascoltare, quando si giudica senza sapere, quando non si rispetta il lavoro di chi ci sta servendo. Sono proprio questi gesti che, pur sembrando insignificanti, raccontano molto di una persona ed è in essi che si comprende propria quella che abbiamo davanti.
Allo stesso modo, anche un piccolo gesto di gentilezza può cambiare la giornata: un sorriso, un grazie, un “come stai” detto col cuore. È in queste piccole cose che il rispetto diventa concreto. È normale che ognuno di noi abbia un concetto diverso di educazione, con gesti e modi di fare che variano da individuo a individuo. Ma, per me, ciò che conta davvero è che tutti condividano almeno le stesse radici: il rispetto, la gentilezza e la capacità di mettersi nei panni degli altri. Da lì nasce tutto il resto, e senza quelle radici profonde ogni gesto rischia di rimanere vuoto.
Michelle Pozzoni
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