Il mondo è bello perché è vario

di Patrik Santos Trindade

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Personale scolastico

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Illustrazione di Anita Nobile

Il mondo è bello perché è vario

Da piccolo, leggere e scrivere era una salita continua. Mia madre lo capiva, ma mio padre pensava che fossi solo poco attento. Quello che mi ha fatto più male, però, sono stati i commenti dei miei parenti: mi prendevano in giro, mi chiamavano “stupido” e quelle parole mi hanno ferito più di quanto mostrassi. Alle elementari, le maestre non sempre sapevano come aiutarmi. Alcune erano comprensive, altre no. Alle medie è andata un po’ meglio, ma spesso dovevo lavorare il doppio per essere preso sul serio. Poi alle superiori, finalmente, ho trovato professori più aperti, capaci di capirmi e di valorizzare le mie attitudini, non facendomi sentire sbagliato, anzi, aiutandomi a tirare fuori il meglio da me stesso. La nostra mente funziona in modo diverso, ed è proprio questo a renderci speciali. A volte mi sento ancora stupido, ma capisco che in realtà sono gli altri che non comprendono le mie difficoltà. E sono sicuro che ci saranno tante persone che si sono sentite come me o che si sentono così ancora adesso, ma con queste parole mi piacerebbe che si riflettesse su un punto (fondamentale) in particolare: provate a mettervi nei miei panni.

Patrik Santos Trindade

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