Crans-Montana: l’impensabile all’improvviso

di Nora Armandi

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Crans-Montana: l’impensabile all’ improvviso

Le Constellation, Crans-Montana, Canton Vallese, Svizzera. É da poco passata la mezzanotte di Capodanno e nel locale c’è aria di festa: chi canta, chi balla e chi beve festeggiando l’arrivo del nuovo anno, scambiandosi auguri e promettendo di vivere al meglio tutto ciò che questo nuovo inizio ha da offrire. Quello che purtroppo non sanno è che però molti di loro il 2026 non lo vivranno mai. Durante i festeggiamenti vengono serviti drink e portate bottiglie ai tavoli e sarà proprio una di queste a causare la tragedia. Sul web sono girati innumerevoli video e foto di quei momenti in cui è possibile notare una ragazza, presumibilmente una cameriera del bar, che in spalle al suo collega porta un cestello di bottiglie, ghiaccio e scintille luminose. E il particolare che salta subito agli occhi è la maschera e il casco che i due indossano, circostanza che ai primi lettori ha subito fatto pensare a un’ipotesi di attentato, quando invece chiunque abbia mai frequentato una discoteca sa benissimo che solitamente i dipendenti addetti al servizio al tavolo tendono a indossare oggetti simili. Altro dettaglio è che, alla vista delle scintille, sono pochissime le persone presenti che se ne preoccupano, la maggior parte, al contrario, data l’ora dell’accaduto, era occupata a festeggiare ritraendo video e foto della serata, ignara però che, purtroppo, non avrebbero mai potuto mostrarli a nessuno. E poi, nel giro di pochissimi minuti, i pannelli insonorizzati toccati da quelle piccole scintille hanno preso immediatamente fuoco, così come le pareti in legno, e di lì a poco qualsiasi cosa le fiamme si trovassero davanti, fossero  oggetti o persone. E solo in quel preciso e tragico momento è iniziato il panico: urla, gomitate, spintoni e una gara a chi tenta per primo la fuga, così come raccontano le testimonianze dei primi sopravvissuti. Altri presenti infatti ricordano la massa che si dirige verso l’uscita (che poi si scoprirà essere larga giusto quanto bastava per poter permettere di far passare solo due persone alla volta) e i volti degli amici persi all’interno del locale, calpestati dalla folla nel tentativo di fuggire in tempo e poi ritrovati senza vita dai soccorritori e dalle forze dell’ordine. Dall’uno gennaio a oggi (16 marzo, giorno in cui stiamo completando la stesura di questo articolo) le indagini sono ancora in continua evoluzione e si stanno concentrando principalmente sulle carenze strutturali del locale e sui mancati controlli riguardanti le norme di sicurezza vigenti, non tralasciando di effettuare, inoltre, diversi interrogatori a ex responsabili comunali. Ed è successo anche che il proprietario del locale, Jacques Moretti, sia stato rilasciato su cauzione, episodio che ha suscitato parecchie critiche in mezza Europa. Narrati i fatti, vorrei adesso però condividere la mia personale opinione da adolescente che avrebbe potuto trovarsi in una situazione simile: io non me la sento di dare torto o ragione ai ragazzi presenti nel locale in riferimento al loro comportamento, poiché, avendo preso parte a eventi simili, ho sempre messo in primo piano il mio divertimento, non curandomi particolarmente di ciò che mi accadeva intorno ed è proprio per questo che vorrei ricordare a tutti coloro che leggeranno questo articolo (chiunque voi siate e qualsiasi età abbiate) di stare sempre attenti a ciò che accade vicino a voi e di divertirvi sempre in modo responsabile, in modo da non nuocere a voi stessi e a chi vi sta accanto.

Nora Armandi