Sesto potere: chi controlla i social, oggi, controlla il mondo

di Greta Ceraso

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Sesto potere: chi controlla i social, oggi, controlla il mondo

La democrazia che vige in molti stati del mondo si basa su tre poteri. Questa suddivisione è stata concepita con lo scopo di impedire che il potere venisse concentrato nelle mani di un singolo individuo o istituzione, cosa, questa, che portò in passato a monarchie assolute, abusi e mancanza di libertà. Il potere legislativo appartiene al Parlamento, organo che ha la finalità di produrre le leggi e chi scrive le leggi non può essere lo stesso che le applica, quindi, per questo motivo nasce il potere esecutivo (in Italia gestito dal Governo), che svolge la mansione di eseguire le leggi e amministrare lo Stato. Il terzo è il potere giudiziario, gestito dalla Magistratura che ricopre il ruolo di garantire il rispetto delle prescrizioni e tutelare i diritti dei cittadini. Quest’ultimo potere viene scisso dai due precedenti per impedire l’esecuzione di processi ingiusti o decisioni influenzate da chi governa.
Ma al di fuori delle istituzioni statali, esistono altri “poteri”, definiti tali poiché dispongono della facoltà di influenzare la società, sotto il profilo mediatico e informativo. Esiste infatti un quarto potere, ovvero quello della stampa, che coinvolge giornali e riviste (sia cartacei che on-line), redazioni e giornalisti. La stampa osserva, può svelare scandali, smascherare la corruzione, ma anche influenzare l’opinione pubblica e orientare voti, dibattiti e pensieri. Ed eccoci al quinto potere, quello rappresentato dalla televisione: milioni di persone che vedono le stesse immagini e ascoltano le stesse parole nello stesso momento. É il sistema dei canali televisivi, pubblici e privati, che dispone di un impatto diverso rispetto alla stampa, più diretto, emotivo e di massa, che agisce tramite figure, personaggi e ripetitività. Ed è da qualche anno che assistiamo alla sempre più presente (e pressante) esistenza di un vero e proprio sesto potere, non istituzionale, non dichiarato, ma immenso, che governa con visibilità e precisione. É la forza che detiene chi controlla le piattaforme social che contengono l’opinione pubblica contemporanea. Non dispone di voti o luoghi, è disperso negli algoritmi. Influenza senza che ce ne accorgiamo, è invisibile, silenzioso e agisce in ogni momento in cui “scrolliamo” sullo schermo. Esso viene gestito da aziende globali che nessuno elegge ma che gestiscono flussi informativi enormemente più vasti di quelli dei giornali e della televisione, producendo spesso bolle che influiscono su ciò che pensiamo, a volte manipolandolo. E tutto ciò stride col pensiero critico, appiattendo tutto, facendo dialogare difficilmente le comunità ed estremizzando le opinioni in un vortice di polarizzazione. Orienta voti, dibattiti (grazie a un fortissimo impatto politico ideato all’interno degli schermi) e decide cosa funziona, cosa vende, chi deve esistere e chi deve sparire. Il sesto potere si è così basato su algoritmi creati appositamente non per soddisfarci ma per controllarci, illudendoci di una sensazione di totale libertà, facendoci credere di star scegliendo senza condizionamenti, ma sono i social a scegliere per noi, una vera (e reale) regia invisibile. Possiamo, quindi, davvero parlare di democrazia se uno tra i poteri più importanti viene gestito da privati non eletti? L’autorità più grande è quella che non riconosciamo come tale.

Greta Ceraso

Illustrazione di Alessandra Parigi

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