C’è odore di “predestinato” nell’aria?

di Nora Armandi

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C’è odore di “predestinato” nell’aria?

Diciannove anni, sette mesi e venti giorni ma lui non ha tempo da perdere. A neanche un anno dal suo esordio in F1 con il Team Mercedes, Andrea Kimi Antonelli ci ha dimostrato che i sogni possono diventare realtà. Ma facciamo un passo indietro: il giovane nasce a Bologna nell’agosto del 2006 e come si suol dire “ha imparato prima a guidare che a camminare”. Fin da subito si fa notare nel circuito dei kart e in tre anni scala le classifiche a una velocità tale che già nel 2021 prende parte ai primi test in Formula 4 e, al compimento dei suoi quindici anni, debutta con la Prema, piazzando ottimi risultati e vincendo i suoi primi titoli sul circuito di Monza. Ma la “costruzione” del curriculum di Antonelli è solo all’inizio infatti, appena due anni dopo, Kimi partecipa contemporaneamente alla Formula Regional e ad alcune tappe del Campionato Gran Turismo e sono tutte gare in cui si dimostra, fin da subito, estremamente competitivo. In seguito, si regala anche una partecipazione in F2, dove però non raggiunge immediatamente il podio, chiudendo la stagione al sesto posto e al terzo tra i Rookie, accedendo così al Mercedes Junior Team. Ma ecco che sopraggiunge l’evento che cambia tutto: dopo la notizia del passaggio di Hamilton alla Ferrari, iniziano a circolare le prime voci che riguardano nientemeno che lo stesso Antonelli al suo posto, indiscrezioni poi alimentate da Toto Wolff (Team Principal della Mercedes, ndr) che indica il giovane italiano come favorito, tanto che nel 2024 gli viene dato il via libera per le prime prove con la scuderia tedesca. Quindi, al compimento della maggiore età, Antonelli esordisce in Formula 1 durante le libere del Gran Premio d’Italia, ma purtroppo la sua sessione dura poco a causa di un incidente in curva, evento che passa quasi inosservato perché, proprio durante questo GP, viene ufficializzato il suo ingaggio con la Mercedes per la stagione 2025, al fianco di George Russell. Da quella domenica (1 settembre, ndr) è tutto in discesa: in Australia si qualifica quarto, diventando il primo pilota, dopo Max Verstappen, ad andare a punti durante la sua prima gara in F1, in Giappone rimane al comando per nove giri, ottenendo così il primato di pilota più giovane in testa a una gara ufficiale nella storia, a Miami ottiene il primo posto nelle qualifiche battendo il compagno di squadra e in Canada finisce terzo dietro a Verstappen. Si potrebbe dire che, a questo punto, più che tutto in discesa, il percorso di Antonelli, fino a quel momento, sia stato invece tutto “in salita” dritto verso il gradino più alto del podio. Ma è negli ultimi due GP della nuova stagione che Antonelli ci ha regalato le emozioni più grandi, quando in Cina, lo scorso 15 marzo, dopo aver dominato la gara ha chiuso con un meritatissimo primo posto, diventando così il secondo pilota più giovane della storia a vincere un Gran Premio. E il ragazzo non si è accontentato, infatti domenica 29 marzo, nella gara successiva a Suzuka, in Giappone, l’italiano prima agguanta la pole position per la partenza del giorno dopo e poi si aggiudica la sua seconda gara, conquistando così anche il record del più giovane pilota a essere in testa, addirittura, alla classifica del mondiale. Gli ultimi due weekend di gara hanno dimostrato quanto Antonelli sia sicuramente all’altezza del ruolo che gli è stato assegnato, esprimendo enorme talento condito dalle tantissime ore di allenamento, perché a questi livelli non può essere solo una questione di fortuna, ma decisamente ben altro.

Nora Armandi

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