

foto di Giada Evangelista
L’esperienza del Carnevale
Com’è partecipare alle sfilate di Carnevale? Risponderei che è molto divertente e bello, ma a volte è un po’ imbarazzante, perché ci si ritrova in mezzo a tanta gente a ballare, anche se le coreografie sono prestabilite e provate per mesi ogni settimana. Quest’anno
ho avuto la grossa opportunità di partecipare, con un carro intitolato “Il Regno del Ghiaccio”, al carnevale ambrosiano e a diverse sfilate nelle zone di Olgiate Comasco, Rodero, Bassano, Clivio, Arcisate, Cantello. La maggior parte di questi eventi sono state gare dove venivano premiati il miglior carro e le performance dei figuranti che vi ballano davanti, e in due di esse il mio gruppo si è classificato primo (a Bassano) e terzo (a Olgiate Comasco). Sin da piccola ho sempre sognato di sfilare a carnevale ballando in gruppo innanzi a un carro e ogni volta che andavo a vedere la sfilata dei carri di Cantù, chiedevo a mia mamma di poterne fare parte, ma non sapevamo come fare e di conseguenza, per anni, ho solo potuto assistere. Ma adesso, grazie all’essere diventata una volontaria di un’associazione teatrale che partecipa anche alle sfilate, ho realizzato uno dei miei più grandi sogni, cosa che mi ha resa molto felice, e l’ho fatto insieme a mia mamma, che è stata la persona che mi ha sempre accompagnato a tutte le sfilate da piccola e che ancora oggi mi incoraggia in tutto ciò in cui voglio cimentarmi. L’esperienza del Carnevale mi ha insegnato che fare una sfilata non significa solo ballare ed essere al contempo coordinata con gli altri, ma impegnarsi al massimo anche durante le prove, collaborare con le persone che ti sono attorno e instaurare con loro un bel rapporto per essere un gruppo più unito e coeso possibile. Non servono particolari competenze di ballo, ma solo tanta voglia di mettersi alla prova. Inoltre, durante questo periodo di sfilate mi sono divertita molto, insieme a mia mamma e alle persone che ho conosciuto grazie a questa esperienza, che si è dimostrata un gran bel modo per staccare un po’ la mente dalla realtà e per non pensare a tutti i problemi che si hanno, così da poterli mettere da parte giusto per quel paio d’ore in cui si è lì.
Giada Evangelista
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