Il contenuto della circolare numero è riservato.

Vi racconto la nostra adolescenza
Si pensa che dietro a post o stories di adolescenti che mostrano felicità, gioia o semplicemente un sorriso non ci siano dubbi, preoccupazioni o ansie. Molti adulti sottovalutano noi adolescenti pensando che non abbiamo timori, angosce o responsabilità, perché spesso pensano che “L’unico dovere che hanno nella loro vita è andare a scuola, imparare e prendere bei voti”. Però, dicendo questo, e nonostante venga fatto in buona fede, vengono messi in secondo piano i sentimenti che sentiamo durante questi anni di scuola. Noi adolescenti abbiamo e proviamo molte emozioni contrastanti, spesso amplificate, dato che, a differenza delle altre generazioni, durante la nostra infanzia e adolescenza è esploso il mondo di internet e ciò ha causato più insicurezze in noi stessi e ancora più dubbi su chi siamo, come vogliamo essere, come vogliamo diventare e come farsi accettare dagli altri. Io, oggi, vedo ancora persone che a scuola o in giro rimangono da sole per paura di non essere accolte socialmente, col serio rischio che tutto possa essere avvolto dalla solitudine, iniziando a pensare di non essere uguali agli altri e, quindi, rimproverando a se stessi di non essere mai abbastanza. E, in aggiunta ai nostri stati d’animo, a volte, sorge l’esigenza di prenderci delle piccole responsabilità come svolgere un lavoro o la voglia di provare qualcosa di nuovo e tutto ciò che riguarda le nostre scelte personali finisce col farci crescere grazie a tutte le esperienze che abbiamo voglia di sperimentare, anche se, a volte, tutto questo ci mette sotto pressione. Forse gli adulti hanno dimenticato com’è essere adolescenti, non è certamente facile ma è un periodo irripetibile, il momento in cui iniziamo a conoscerci meglio, a sbagliare rendendocene poi conto, a capire cosa conta davvero e a costruire il nostro futuro, la nostra vita.
Matilde Scaletta
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